AIDAI Onlus SEDE REGIONALE LOMBARDIA

 

BAMBINI  DISATTENTI  E  IPERATTIVI

 

 

Più ora che in passato, genitori e insegnanti si lamentano che i bambini sono sempre più distratti e incontrollabili. In molti casi si tratta di semplice vivacità ed esuberanza che vengono positivamente indirizzate in determinate abilità durante il processo di crescita; talvolta, però, tali modalità di comportamento sono eccessive e persistenti in tutti i contesti (casa, scuola, ambienti di gioco) e nella gran parte delle situazioni (lezione, compiti a casa, gioco con i genitori e con i coetanei, a tavola, davanti al televisore, ecc.).

Questi bambini mostrano, soprattutto in assenza di un supervisore adulto, un rapido raggiungimento del livello di “stanchezza” e di noia, che si evidenzia con frequenti spostamenti da un’attività all’altra, perdita di concentrazione e incapacità di portare a termine compiti protratti nel tempo; appaiono costantemente distratti come se avessero sempre altro in mente, evitano di svolgere attività che richiedono attenzione per i particolari e abilità organizzative, perdono frequentemente oggetti significativi o dimenticano attività importanti.

Nella gran parte delle situazioni, questi bambini hanno difficoltà a controllare i propri impulsi ed a posticipare una gratificazione: non riescono a riflettere prima di agire e ad aspettare il proprio turno.

Tale impulsività è generalmente associata ad iperattività: quando confrontati con i coetanei, questi bambini mostrano una eccessiva attività motoria (come muovere continuamente le gambe anche da seduti, giocherellare o lanciare oggetti, spostarsi da una posizione all’altra).

Sono bambini che mettono continuamente a dura prova le capacità educative degli adulti, genitori e insegnanti, che di fronte ai loro comportamenti si trovano spesso disorientati.

I genitori, esasperati dalla continua necessità di contenere il comportamento disorganizzato del bambino, alternano momenti di frustrazione, rabbia e depressione: frustrazione procurata dalla sensazione di impotenza che vivono interagendo con il proprio figlio; rabbia, perché vorrebbero che il loro bambino non fosse così “pestifero” e non procurasse tanti problemi; depressione, perché temono per il suo futuro.

Gli insegnanti, non sapendo come gestire questi alunni, a volte perdono la pazienza attribuendo loro la colpa dei risultati insoddisfacenti di tutta la classe;  in altri casi li accusano di qualsiasi marachella che ha luogo negli ambienti scolastici; inoltre riescono difficilmente a sottolineare le loro azioni positive.

 

Bambini con queste caratteristiche potrebbero essere affetti da un Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Si tratta di una delle patologie più frequenti ad esordio in età evolutiva. Ben conosciuto negli Stati Uniti,  questo disturbo viene invece raramente diagnosticato in Italia e ancora più raramente trattato in maniera efficace. Eppure si tratta di una patologia che coinvolge e può compromettere numerose aree dello sviluppo e del funzionamento sociale: infatti i bambini con questo disturbo possono presentare associate difficoltà scolastiche, disturbi comportamentali e di socializzazione o disturbi specifici di apprendimento.

La prevalenza del disturbo viene calcolata nel 3-4% dei bambini in età scolare.

Fino a non molti anni fa si riteneva che il deficit attentivo e l’iperattività si risolvessero con l’età. Studi longitudinali hanno invece evidenziato la presenza di vari tipi di evoluzione: in un terzo circa di questi bambini si osserva in età adulta una remissione dei sintomi, mentre gli altri due terzi continuano a manifestare problemi e sono maggiormente a rischio (ovviamente in termini di probabilità e non di determinismo) di sviluppare altri disturbi  (ansia, depressione, disagio sociale).

L’ADHD è un disturbo a base genetica principalmente dovuto ad un alterato funzionamento di alcune aree cerebrali (aree frontali) che appaiono sottoattivate. E’ comunque molto importante sottolineare come la severità e la persistenza dei sintomi dipenda soprattutto da fattori di tipo ambientale-educativo. Ciò significa un ambiente familiare che contiene senza essere troppo costrittivo, una scuola attenta all’ascolto dei problemi dei piccoli, possono rappresentare dei fattori protettivi che favoriscono una evoluzione positiva del disturbo.

Numerosi studi hanno dimostrato che farmaci psicostimolanti, come il metilfenidato, sono particolarmente efficaci nel migliorare sia il deficit attentivo che l’iperattività. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il trattamento farmacologico non è indispensabile. Proprio a partire dalla grande importanza che l’ambiente esterno riveste ai fini della determinazione della gravità della sintomatologia, il tipo di intervento che produce maggiori effetti positivi è quello che si basa su un approccio multimodale che coinvolge in modo attivo genitori, insegnanti e lo stesso bambino. Si tratta prevalentemente di interventi psicoeducativi che si basano su tecniche comportamentali, cognitive e metacognitive.

 

Poiché tale disturbo può essere trattato con successo, soprattutto là dove si può intervenire precocemente, risulta chiara la necessità da parte di insegnanti e genitori di avere conoscenze ampie e precise sulle caratteristiche della patologia e del suo trattamento. Già da qualche anno (precisamente dal 1998) è stata costituta l’Associazione Italiana Disturbi dell’Attenzione ed Iperattività (AIDAI –ONLUS)  per iniziativa del gruppo del prof. Cornoldi dell’Università di Padova e del Servizio Neuropsichiatria dell’ASL di San Donà di Piave, con lo scopo di riunire tutte le competenze delle persone coinvolte in questo problema: psicologi, medici specialisti, docenti e genitori di bambini con questo disturbo.

Lo scopo principale dell’associazione (presidente dott. Marzocchi) è quella di fornire informazioni corrette di carattere scientifico a genitori e insegnanti, promuovendo studi e ricerche, diffondendo le conoscenze scientifiche e operative e favorendo i rapporti tra famiglie, scuole, università, servizi socio-sanitari interessati al Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività.

Da circa un anno l’AIDAI ha fatto un grosso passo avanti migliorando la propria diffusione sul territorio attraverso l’istituzione di Centri Regionali (vedi sito Internet www.aidai.org) e l’organizzazione di una rete di operatori, direttamente formati dall’associazione, in grado di fornire alcuni servizi per le scuole  (corsi di aggiornamento per insegnanti, consulenze su singoli problemi) e per le famiglie (corsi di parent training) operando in molti casi in diretto collegamento con i locali sevizi di Neuropsichiatria Infantile.

 

 

 

Il CENTRO REGIONALE LOMBARDIA, in collaborazione con il Servizio Territoriale della Neuropsichiatria Infantile di Brescia e l’Ospedale S. Paolo di Milano, ha attivato alcuni servizi locali che comprendono corsi di formazione per genitori e insegnanti.

Per informazioni si invita a fare riferimento al sito Internet: www.aidai.org oppure a rivolgersi direttamente alle responsabili regionali:

· DORIA MARIA LUISA, psicologa, per la zona Lombardia est

     (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Sondrio + Verona)

  Via Cave 19, 25133 Brescia, tel. 030-2010788 ,

  cell. 348-3940024 – e-mail: madoria@tin.it

· RIZZI LUCIA, insegnante, specialista comportamentale, per la zona Lombardia ovest (Milano, Lecco, Como,Varese,Pavia,Lodi)                                                                                                                                   

  Via G. de Castilla 7, 20124 Milano, tel. 02-683136,

  cell. 333-8567888 – e-mail: lrizzi@tin.it

 

In stretta collaborazione con la sede locale AIDAI si è costituito presso il Polo Territoriale della Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Civile di Brescia (responsabile dott.ssa A. Tiberti), Via Maiera 21, il “Gruppo Bambino ADHD” formato da neuropsichiatri infantili (Effedri Paola, Chimini Laura, Suardi Valeria) e da psicomotricisti (Caletti Alfonso, Lani Elena, Tortelli M. Grazia). Tale gruppo di specialisti si propone come servizio di consulenza per problemi di disattenzione e iperattività sia relativamente a casi in carico al neuropsichiatra del territorio di competenza o allo psicologo di riferimento, sia relativamente a situazioni di disagio segnalate dalla scuola.

Per contattare il gruppo, ed avere quindi informazioni sulle modalità di accesso al servizio, si prega di rivolgersi al seguente numero telefonico: 030-37044-33/32/25 nella giornata di lunedì dalle ore 10.15 alle ore 12.30.