Scheda informativa sul DDAI
  Che cos'è il DDAI
   
  Dispense informative in formato Word
  Scarica dispense per genitori
  Scarica dispense per insegnanti
   
  Libri consigliati
  Cornoldi C., Gardinale M., Pettenò L., Masi A. Impulsività e autocontrollo. Erickson, 1996
  Kirby, Grimley. Disturbi dell'attenzione e iperattività. Erickson, 1998
  Munden A., Arcelus J. Il bambino iperattivo Ecomind, 2001
  Prekop J., Scheweizer C. Bambini iperattivi. RED, 1999
  Vio C, Marzocchi G.M., Offredi F. Il bambino con deficit di attenzione/iperattività. Erickson, 1999
  Cornoldi C., De Meo T., Offredi F. & Vio C. (2001). Iperattività e autoregolazione cognitiva. Erickson.
  Di Pietro M., Bassi E. & Filoramo G. (2001). L'alunno iperattivo. Erickson
   
  Free Download Bibliografia completa in Italiano (Documento in Word)
   

 

 

COMUNICATO AIDAI - 10 Luglio 2005

 

10 luglio 2005

 

Nell’ambito del dibattito suscitato dal Comitato “Giù le mani dai bambini”, l’Associazione Italiana per i Disturbi di Attenzione e Iperattività (AIDAI) sente l’obbligo di esprimere la propria profonda contrarietà di fronte alle informazioni diffuse tramite stampa e televisione o recapitate a politici e ad altre figure istituzionali.

Quello che si vuole far credere è che il Disturbo da Deficit di Attenzione con Iperattività (ADHD),  non è un disturbo infantile, ma soltanto un invenzione o un pretesto per poter costringere dei bambini vivaci ad essere più docili e a conformarsi alle regole. Magari su richiesta di genitori intolleranti e insensibili.

Informazioni di questo tipo sono divulgate unicamente a scopo propagandistico. Esse ignorano completamente anni di evidenze scientifiche e le difficoltà, a volte i drammi, vissuti dalle famiglie coinvolte in questa problematica.

Come professionisti che operano quotidianamente con queste realtà, sappiamo bene  che non stiamo parlando di “bambini un pò più vivaci”; un bambino con ADHD non riesce ad affrontare i compiti e le richieste proprie della sua età, non riesce ad instaurare rapporti soddisfacenti con gli altri ed è emotivamente fortemente turbato da questa condizione. Le famiglie e gli insegnanti che si rivolgono a noi ed agli specialisti esperti del problema, cercano aiuto e sostegno per affrontare le molteplici problematiche quotidiane che mettono a dura prova le loro energie, i propri sentimenti, il loro stesso ruolo di educatori.

Nessun serio professionista che si occupa di bambini con ADHD pensa che una “pillola” possa da sola risolvere problemi tanto complessi. Infatti il ricorso ad un trattamento farmacologico costituisce solo un aspetto del trattamento terapeutico, che può essere utile per alleviare alcuni sintomi, ma che deve essere attentamente vagliato associandolo ad un trattamento psicologico diretto sul bambino e ad un lavoro di ascolto e sostegno alle famiglia ed agli insegnanti.

Campagne informativa basate sul sensazionalismo, come quelle a cui stimo assistendo, e le facili, generiche e disinformate conclusioni a cui esse arrivano, non aiutino l’opinione pubblica a comprendere questo tipo di disturbo ed a porsi nel giusto modo nei confronti delle famiglie di bambini che presentano caratteristiche di ADHD.

Crediamo che l’unico atteggiamento corretto da tenere sia quello di considerare seriamente il disagio legato a questa complessa problematica, senza pregiudizi e facili accuse, cercando di capire, ed eventualmente aiutare, chi necessita di adeguato supporto.

I giudizi in merito alle modalità diagnostiche e terapeutiche non possono essere formulati da chi non lavora concretamente con il disagio vissuto da queste persone.

Tutto quello che viene scritto e declamato contro l’esistenza del disturbo ADHD e contro la possibilità di terapia farmacologica ha solamente uno scopo di propaganda e non di corretta informazione.